giovedì 5 novembre 2009

Comunicato stampa della Rete No Ponte

PONTE: FERMIAMO TUTTO, DAVVERO!
LOTTIAMO PER LE VERE PRIORITA’


Il Governo ha annunciato che il 23 dicembre verrà dato avvio
ai cantieri del Ponte sullo Stretto. Il primo atto sarà la modifica di un
tratto di linea ferrata prossima alla Stazione ferroviaria di Cannitello-Villa
San Giovanni.

Non sono stati sufficienti, evidentemente, i morti di Scaletta e
Giampilieri per porre fine a questa idea scellerata e destinare le risorse
pubbliche del Ponte per la messa in sicurezza del territorio.

Da anni ci
battiamo contro quello che abbiamo definito il mostro sullo Stretto perché
riteniamo che così vengano sperperate ingenti risorse pubbliche, perché
riteniamo che sia inutile, perché riteniamo che sia devastante per l'ambiente.


Lo scorso otto agosto siamo scesi in piazza in migliaia per dire no al Ponte.
Quella manifestazione presentava una piattaforma alternativa che vedeva come
elemento centrale la messa in sicurezza sismica ed idrogeologica del
territorio, accompagnata dalla richiesta del potenziamento del trasporto
pubblico nello Stretto.

Con questa stessa piattaforma saremo in piazza il 19
dicembre a Villa San Giovanni in un appuntamento che rivestirà carattere
nazionale.

Nell'ambito del percorso che ci porterà a quella manifestazione,
indiciamo per giorno 1 dicembre un corteo a Faro, a due mesi dai tragici eventi
che hanno colpito la zona sud della città e la riviera jonica, nei luoghi nei
quali vorrebbero far sorgere il pilone della sponda messinese.

Messina, 04.11.09

RETE NO PONTE


mercoledì 4 novembre 2009

LA RETE NO PONTE AL LAVORO PER LA PROSSIMA MANIFESTAZIONE DEL 19 DICEMBRE 2009 A VILLA SAN GIOVANNI

Ieri, in vista del prossimo appuntamento del 19 dicembre a Villa San Giovanni, la Rete No Ponte si è riunito pressa il CSOA “A. Cartella”. L’assemblea partecipata ed operativa ha condiviso le prime linee guida che condurranno alla prossima manifestazione. I “No Pontisti”, dopo una seria riflessione sulla scorsa giornata di Amantea, hanno inoltre concordato di esprimere con questo comunicato la loro solidarietà al Comitato De Grazia per i numerosi ed infelici tentativi di banalizzare quanto sta accadendo in Calabria da parte di alcuni esponenti di Governo. Nel costruire la nuova piattaforma “No Pontista”, che verrà resa nota prossimamente in un’apposita conferenza stampa, l’assemblea ha di fatto concordato su un punto: oltre alle ragioni tecniche che in questi anni ci hanno spinto a dire NO al Ponte sullo Stretto, vi sono altre ragioni altrettanto gravi ed ancor più urgenti, ovvero quelle relative alla speculazione finanziaria ed alla logica dello sfruttamento sfrenato e distruttivo del territorio. Nei prossimi giorni la Rete No Ponte sarà promotrice di diverse iniziative in cui, non solo continuerà a spiegare le ragioni del NO, ma esporrà le proposte di progetti alternativi che possano mirare alle “vere opere necessarie”: la messa in sicurezza del territorio ed una progettazione alternativa per i trasporti. Salute, istruzione e diritto alla mobilità sono tra i principali diritti dei cittadini, eppure essi sono quotidianamente calpestati da una politica di governo speculare e disattenta alle vere esigenze del territorio. La questione del Ponte è certamente di interesse nazionale ed internazionale, ancor più calabrese e siciliana, è un contenitore di lotte per l’ambiente e contro la politica speculare. Perciò la Rete vuole partire da Villa San Giovanni, dal pezzo di territorio che più di tutti sul fronte calabrese ne pagherà le conseguenze, ma vuole farlo al fianco di tutti i calabresi e di quante realtà nel resto d’Italia si battono per la difesa del proprio territorio. La Rete No Ponte si è ridata appuntamento per venerdi 6 novembre alle ore 18,00 presso la sala parrocchiale della Chiesa di SS Cosma e Damiano di Acciarello.

Reggio Calabria, 03.11.09


Ufficio stampa

Rete No Ponte

martedì 3 novembre 2009

Report riunione Rete No Ponte

Si è svolta stasera presso la sede di via dei Verdi, 58 a Messina la riunione della Rete No Ponte. Il dibattito che si è sviluppato ha analizzato minuziosamente la natura dell'annuncio da parte del Governo dell'avvio dei cantieri del Ponte sullo Stretto (data prevista 23 dicembre). Nonostante l'esiguità dell'investimento attualmente previsto è stato valutato che la mossa dell'esecutivo ha un significato simbolico e mediatico ineludibili. Per questi motivi è stata assunta, con il massimo dell'impegno, la proposta, fatta dal movimento calabrese, di una manifestazione da svolgersi il 19 dicembre a Villa San Giovanni . Si è anche deciso, nell'ambito del percorso che ci porterà a quella giornata di mobilitazione che rivestirà carattere nazionale, di indire una manifestazione per l'uno dicembre a Faro, a carattere cittadino, per unire simbolicamente la lotta contro il ponte con il disastro della zona sud e chiedere che i soldi del ponte vengano utilizzati per la messa in sicurazza del territorio. Su questo terreno, si è deciso di cercare un confronto con tutte le realtà attualmente attive e di redarre, a questo fine, un documento specifico sull'argomento. La gestione della manifestazione del 19 dicembre è, naturalmente, demandata agli attivisti calabresi, sulla base della piattaforma condivisa. La conferenza stampa con la quale verrà annunciata sarà condivisa.

Farabutti siete voi!

NO PONTE - 19 DICEMBRE - VILLA SAN GIOVANNI

Carte imbrogliate

di Piero Castello

PRIMA DI TUTTO IMBROGLIARE LE CARTE!!!

La delusione dei lavoratori-risparmiatori

I fondi pensione stanno deludendo tutti anche su fronti e con motivazioni opposte. I lavoratori dipendenti indotti, con vari trucchi, nel 2007 ad abbandonare il proprio TFR nelle avide mani dei fondi pensione, chiusi (sindacali, negoziali…) o aperti (banche, assicurazioni,…)

che fossero, si sono accorti solo qualche mese dopo che la crisi finanziaria colpiva direttamente i loro risparmi pensionistici in diverse forme: investimenti di in banche fallite come la Lehman Brothers (fondo Cometa, fondo Negoziale sindacale per i metalmeccanici o Espero per i lavoratori della Scuola, primo fondo sindacale del Pubblico Impiego), i fondi aziendali per i dipendenti delle case automobilistiche USA ridotti al 50%, e in generale le rendite che testimoniavano un tracollo dei Fondi tutte con segno negativo elevatissimo che non solo eliminava la speranza di una significativa performance, ma ha messo a rischio nella maggior parte dei casi anche la restituzione dei soli versamenti effettuati.

Mentre il TFR ha continuato a garantire non solo la restituzione di tutti i versamenti sotto forma sia di trattamenti sia di liquidazioni, con l'aggiunta della solita regolare rendita che è stata del 3,1% nel 2007 e del 2,7 nel 2008 al netto degli oneri fiscali. Ancora una volta in tutta la vicenda di questa crisi si è verificata la natura di mero prodotto finanziario del tutto privatistico dei fondi pensione anche quando a gestirli sono i sindacati.

La delusione dei finanzieri

Sul versante opposto i delusi sono i finanzieri, le banche (che custodiscono i fondi), le società di Gestione dei Risparmi (che, appunto, gestiscono i fondi, anche quelli sindacali), le società di Assicurazione spesso convenzionate con i Fondi per specifiche operazioni necessarie ai Fondi Pensione.

Ma sul fronte di Lorsignori sono opposte anche le ragioni. La prima è che l'operazione del semestre silenzio/assenso del 2007 ha dato scarsissimi risultati nonostante il ben congegnato meccanismo truffaldino che appunto devolveva il TFR dei lavoratori ai Fondi Pensione nel caso essi non avessero espresso una volontà contraria. Esito fallimentare, in secondo luogo, nonostante l'impegno dei sindacati confederali tutti direttamente interessati a lucrare introiti per i loro fondi chiusi. In terzo luogo fallimentare per i milioni di Euro profusi dal governo per la campagna pubblicitaria che a conti fatti non ha convinto nessuno. Ma lo scacco più grande per finanzieri e sindacati gestori dei fondi chiusi è il crollo delle adesioni che si è molto ridotto dopo l'operazione di smobilizzo del TFR, attuato nel 2007”

Un nuovo semestre truffaldino

Vale la pena di ricordare che il ministro Sacconi al momento del suo insediamento aveva attribuito il fallimento dei Fondi pensione alla clausola di non reversibilità della scelta del trasferimento e si era impegnato a rendere possibile la reversibilità, ossia la possibilità di trasferire i contributi, già devoluti ai fondi pensione, dal fondo al TFR se il lavoratore avesse voluto. Naturalmente Sacconi si è dimenticato di questo impegno e la critica implicita ai fondi che esso implicava. Senza aver fatto nulla per realizzare la reversibilità nel mese di giugno ha annunciato, insieme al governo, che nell'anno 2010 ci sarebbe stato un secondo semestre di silenzio/assenso per truffare qualche altro milione di lavoratori perché devolvessero, anche inconsapevolmente, il loro TFR ai Fondi Pensione.

In questi giorni banchieri e finanzieri, dopo aver munto abbondantemente prima i risparmiatori poi le casse dello stato, stanno tornando alla carica e presentano un nuovo conto: a quando il nuovo semestre di silenzio/ assenso, visto che non si vede alcun preparativo da parte del governo per il suo avvio.

Probabilmente ministro e governo hanno capito che con i precedenti così freschi del tracollo dei Fondi Pensione non è il caso di intraprendere un'altra campagna acquisti che rischierebbe un Flop più vistoso di quella di due anni fa.

Imbrogliare le carte

Il padronato però non si arrende e fa quanto in suo potere per preparare il terreno al nuovo semestre di silenzio assenso. In tutto il mondo finanziario si dice, si sottolinea, si ripete fino alla nausea che nel mondo dei prodotti finanziari in cui si opera in base alla fiducia reciproca sono indispensabili una informazione chiara, corretta, completa, continua, affidabile…, bene lorsignori hanno deciso che in vista della nuova campagna il terreno da preparare è quello della massima disinformazione, delle carte imbrogliate, delle carte sottratte.

Il primo capitolo di questa sottrazione di carte riguarda al COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione), un organismo pubblico istituito per legge, e pagato con i soldi dei risparmiatori. Una Commissione utilissima per…Lorsignori, aiuta i Fondi pensione, le società di gestione risparmi, i finanziarti tutti a fare i loro conti a fotografare e fotografarsi allo stato di cose presenti. Ma per i lavoratori/risparmiatori…. niente, non c'è un dato che serva capire, scegliere, individuare, sapere alcunché anche soltanto del fondo a cui hanno aderito…ma questo avviene dal giorno della sua istituzione almeno consultando il sito internet ufficiale della Commissione che è l'unico strumento attraverso il quale il comune cittadino possa informarsi.

Carte intermittenti

Il Sole 24 Ore organo ufficiale della Confindustria, costituisce l'altra fonte, privata ma accessibile (con l'acquisto del quotidiano del sabato ad un euro e mezzo) ai cittadini non finanzieri.

Ma qui assistiamo ad un interessante fenomeno l'informazione carsica o intermittente. L'esempio più eclatante è statala pagina dedicata ai fondi pensione negoziali (altrimenti chiamati contrattuali, chiusi, sindacali…). Un'intera pagina dedicata tutta ai fondi pensione negoziali in cui ciascun fondo ( 39 fondi, 123 linee d'investimento) veniva valutato con un colore diverso (rosso, giallo, verde) per cinque diversi aspetti essenziali per giudicare un fondo pensioni. Quindi una pagina anche di lettura facilitata, rispetto ai fiumi d'inchiostro illeggibili di molte altre pagine, con in calce la rendita realizzata dal TFR per agevolare un confronto diretto ed efficace. Bene dopo la conclusione della campagna acquisti TFR la rubrica fissa cessa con il 2007. Il dubbio a questo punto è si sono voluti favorire i Fondi sindacali che in quel periodo andavano meglio, o li si vuol favorire adesso nascondendo il loro tracollo? Se non è zuppa è pan bagnato… direbbero gli esperti.

Una altro caso di intermittenza è quello in atto in questi mesi. Da almeno 2 anni nella rubrica analisi ed approfondimenti sempre sul Sole 24 Ore del sabato (inserto Plus 24), viene riservata una mezza pagina alla valutazione di un fondo pensione adottando come criterio principale il confronto con gli interessi fruttati al TFR. In questi ultimi mesi la rubrica è saltata diverse settimane e soprattutto sempre più rare sono i servizi e le analisi dedicati ai fondi chiusi e/o negoziali. Un altro regalo per i sindacati che li gestiscono? Certo non si possono fare sgarbi ai potenti alleati mentre si sta preparando un altro semestre di truffa continuata nei confronti dei lavoratori, un'impresa in cui Confindustria e sindacati sono da almeno due anni complici alleati.

domenica 1 novembre 2009

Riunioni della Rete No Ponte a Reggio Calabria e Messina

Si intensificano gli appuntamenti della Rete No Ponte in vista della manifestazione di Villa San Giovanni del 19 dicembre:
Lunedì 2 novembre ore 18 @l c.s.o.a.Cartella
Martedì 3 novembre ore 18 @ Sede cobas/legambiente, Via dei Verdi 58, Messina
Le due riunioni serviranno a organizzare un percorso che prepari al meglio la manifestazione di dicembre e definire una serie di iniziative da intraprendere per rispondere all'accelerazione del Governo verso l'apertura dei cantieri.